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Il Centro antico di Napoli: l'arte - Parte seconda

Tra i maggiori Chiostri del tardo Rinascimento ricordiamo: S.Marcellino, Regina Coeli, Monteverginella, S.Gregorio Armeno.

Per meglio individuare il carattere delle chiese napoletane va osservato che, mentre altrove (Roma, Firenze, Venezia) le maggiori opere di architettura traggono il loro significato essenziale da un’idea spaziale, le chiese di Napoli esprimono la loro peculiarità negli Arredi, nei Monumenti Marmorei, nei Rivestimenti Policromi; in tali aspetti la vita di un popolo si manifesta con un’intensità che non è dato riconoscere altrove.

Si può affermare che in tutto l’Occidente non esista alcun Centro Antico in cui la devozione millenaria abbia accumulato una così vitale e molteplice dovizia di espressioni d’arte e di folklore. Non è quindi esagerato sottolineare che le chiese napoletane rappresentano un”complesso patrimoniale” che interessa la consistenza dell’eredità Culturale Europea.

Per tutto il ‘200 Napoli conservò intatto il suo perimetro antico, mentre alla fine del secolo ebbe inizio, con la conquista angioina (1265-1442), un vero e proprio incremento urbanistico ed edilizio, specialmente con l’ampliamento tra la città ed il mare.

Al tempo che vide ospiti di Napoli Petrarca e Boccaccio, già vaste chiese emergevano sulla massa delle case a terrazza (Duomo, Basilica di S.Chiara, Basilica di S.Lorenzo Maggiore, Basilica di S.Domenico); e generalmente si trattò della costruzione in maggiore forma di edifici di origine paleocristiana, sorti su resti di età romana.

L’età Angioina segnò l’inizio di nuove correnti del gusto figurativo, che si sovrapposero a quelle bizantine e romaniche, così la città andò perdendo il suo aspetto un po’ orientaleggiante per assumere le forme gotiche e dare inizio a quella ricca importazione di opere Toscane che durerà ancora per tutto il Rinascimento. Ciò seguì il prevalere anche in campo politico delle influenze Occidentali su quelle Orientali, che avevano per tanti secoli contribuito a configurare in qualche modo il Centro Meridionale come satellite dell’arte bizantina.

Un contributo determinante per il formarsi della stratificazione locale fu quello dato dalla produzione Durazzesco-Catalana, e cioè quella che segna l’incontro tra le ultime forme gotiche ed il Rinascimento d’importazione.

Con la designazione al trono di Renato d’Angiò e la morte di Giovanna II avvenuta nel 1435, divampò violenta la guerra per la successione. Nel 1442 Alfonso d’Aragona poneva l’ultimo assedio alla città. Le alterne vicende di questa contesa furono così aspre, che vasti quartieri ne rimasero sconvolti e sfigurati. Sabato 2 Giugno alle ore 14 del 1442 Alfonso entra da Porta S.Sofia. Da questo momento il sovrano profonde tutte le proprie energie e la propria passione umanistica nell’abbellire ed arricchire Napoli, così duramente colpita nel suo Patrimonio. Solo ora vengono a determinarsi le condizioni favorevoli alla creazione di grandi opere ispirate alle nuove tendenze formali che, tanto meglio delle precedenti, sentite ormai goffe e barbare, si prestavano alla gloria del Principe.



 

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